Oratorio Beata Vergine Annunciata
Quello per cui il borgo di Pontemanco rimane impresso nella mente e nel cuore di chi lo visita è senza dubbio la piccola piazza adiacente al ponte sul canale Biancolino. Da qui, si ammirano una accanto all’altra le facciate di Villa Grimani Fortini, già Pasqualigo e dell’Oratorio della Beata Vergine Maria Annunciata (detto anche di Santa Maria Annunziata). Lo stesso oratorio è indicato in due preziose mappe del 1642 e del 1669, mentre oggi compare tra i Luoghi del Cuore del FAI, per merito delle 5201 persone che lo hanno votato.
Grazie all’attività di tutela e valorizzazione esercitata da un gruppo di abitanti, l’oratorio è sempre aperto al pubblico. Ogni anno, durante il periodo natalizio, al suo interno viene allestito un bellissimo presepe artigianale, con le statuette dei tre magi che arrivano dal canale, a bordo di una piccola barca.
Le opere all’interno dell’Oratorio
La chiesa conserva ancora oggi gli affreschi e gli ornamenti interni originali, nonché gli arredi fissi e mobili. Essendo quelli presenti tutti oggetti e strutture databili verso la fine del Seicento, necessiterebbero di un accurato intervento di restauro che una campagna di raccolta fondi sta cercando di finanziare.
La porta d’ingresso si apre in una modesta facciata a capanna. Una volta entrati, si viene accolti da un ricchissimo interno barocco, in cui spicca immediatamente la decorazione del soffitto a cassettoni di legno. Questo è costituto da 17 lacunari di varie misure, con quello centrale che mostra le dimensioni maggiori di 3,5 per 2 metri circa, ed è decorato a tempera su una sottile preparazione bianca. Nei vari riquadri si distingue il disegno di un ballatoio a forma tonda, con vasi di fiori colorati e un fondo celeste, mentre in quello centrale compare l’immagine di Dio in un nastro di colore rosso e a braccio teso, mentre con una mano mostra l’universo e, con l’altra, fa un gesto di benedizione.
Degni di attenzione sono anche gli affreschi del 1672, realizzati dal pittore bresciano Girolamo Cellini. Le immagini compongono una fascia dipinta con motivi di finta architettura, a trompe l'oeil, che si caratterizza per una serie di brevi balaustre, intervallate da paraste di marmo rosso, medaglioni e da festoni sospesi a protomi leonine (un elemento decorativo molto diffuso nell'arte antica, costituito da una testa di leone). La decorazione termina con la cornice dentellata verso il soffitto, come volesse sorreggerlo.
Dietro le balaustre si aprono tre finestrelle dipinte; da una di queste si affaccia un personaggio che regge un rosario. Si nota che i profili delle architetture dipinte sono profondamente incisi: un dettaglio che rivela una piccola ingenuità commessa dall’anonimo pittore.
Molto interessanti sono i dossali lignei classicheggianti, completati con i sottostanti stalli, che occupano il resto delle due pareti lunghe e che sono attribuiti a un artigiano veneto di fine Seicento.
A circa metà dei lati lunghi, troviamo poi le mantovane, databili a cavallo tra Seicento e Settecento, e fatte di cartone romano, ovvero una specie di cartapesta che veniva scelta sia perché facilmente modellabile e sia perché reperibile piuttosto a buon mercato.
In fondo all’oratorio, vi è un classicheggiante altare marmoreo, attribuito al periodo tra il 1668 e il 1774, contraddistinto per uno stile semplice ma raffinato, realizzato in muratura e pietra con marmi policromi sia applicati che intarsiati. L’altare è inoltre dotato di paraste corinzie e di una cornice interna con arco a tutto sesto in pietra di Vicenza. Il paliotto presenta sui lati il prolungamento delle paraste superiori. Sempre in pietra di Vicenza sono la trabeazione superiore dell’insieme e il soprastante timpano dentato.
La pala dall’altare riporta un’immagine olio su tela di Maria Annunciata all’Angelo, che si rivela di discreta fattura nelle sue contenute dimensioni.
Molto interessante – nella rappresentazione del paesaggio sullo sfondo - il ponte raffigurato, che non è certo quello di Pontemanco, ma potrebbe essere il Ponte di Riva.
Ai lati dell’altare, poggiano su alcune mensole due busti in marmo bianco, forse di Carrara: il Cristo (Ecce Homo) a sinistra e la Madonna (Vergine Addolorata) a destra. Le opere mostrano elementi pienamente barocchi e, in particolare, rimandano allo stile di Giusto Le Court. Anzi, vista l’accuratezza e la precisione con le quali sono stati lavorati, si potrebbe pensare che siano proprio opera del maestro, il quale forse all’epoca era già in contatto con la famiglia Pasqualigo. Per quanto riguarda la datazione, è presumibile che si tratti della fine del Seicento.
Nel pavimento in cotto esagonale, di epoca precedente alla data degli affreschi, si vede una lapide, che è il sepolcro del conte Giovanni Pietro Grimani, morto nel 1820.
Concludono l’arredo dell’oratorio alcuni banchi e inginocchiatoi originali.
La storia dell’Oratorio della Beata Vergine Annunciata
Dalla sua costruzione, e fino alla fine dell’Ottocento, le vicende dell’Oratorio della Beata Vergine Annunciata sono legate a quella di Villa Grimani Fortini.
La prima notizia documentata della piccola chiesa come luogo di culto privato risale al 1548, quando apparteneva ai Morosini del ramo della Sbarra, che nel 1406 avevano acquistato sia i mulini di Pontemanco che quelli di Battaglia, attraverso i loro esponenti Barbon e Bernardo.
Nel 1577, avviene il passaggio di proprietà alla famiglia Pasqualigo, a cui dobbiamo la maggior parte degli interventi che ancora oggi possiamo ammirare. Grazie a una visita pastorale, apprendiamo che, tuttavia, l’oratorio era già aperto anche al pubblico, vista la sua posizione proprio sulla strada e visto che, per l’epoca, la chiesa di San Giorgio era troppo distante.
La chiesa passa poi alla famiglia Grimani nel 1751, così come la villa.
Nel 1878, diviene di proprietà della famiglia Marcolini che lo rivende alla famiglia Grimani. Infine, nel 1933, passa alla diocesi, diventa di proprietà della Parrocchia di Carrara San Giorgio e ottiene il vincolo monumentale.
Si ringrazia Paolo Valandro per le informazioni storiche e si segnala la pagina fb dedicata per seguire le attività Oratorio di Pontemanco.


