Castello di San Pelagio
Il Castello di San Pelagio a Due Carrare, la cui collezione legata al mondo dell’aviazione è unica in Europa, è un luogo incantevole in cui trascorrere una giornata di svago, passeggiando tra i mille profumi del parco e assaporando l’atmosfera di una vita in armonia con la natura.
Il Castello sorge all’ingresso del paese, arrivando da Padova, in località Terradura. Le sue origini medievali (1340) si notano innanzitutto osservando la splendida torre merlata, che rappresenta ciò che rimane del sistema difensivo che i proprietari della struttura, i nobili Da Carrara, approntarono nella metà del XIV secolo per affrontare la minaccia dei vicini signori di Verona, gli Scaligeri. I Carraresi realizzarono una fortezza strutturata su diverse torri, collegate tra loro da passaggi sotterranei lunghi fino a due km che univano la residenza a Mezzavia, una frazione di Due Carrare. Al momento, tali passaggi sotterranei non sono percorribili a causa di allagamenti e ostruzioni.
Nei secoli successivi, quando i compiti difensivi della struttura furono superati dal riassetto del territorio, finito tutto sotto il dominio di Venezia, il castello conobbe un’importante trasformazione. In epoca veneziana appartenne prima ai Sant’Uliana e poi, dalla metà del Settecento, ai Conti Zaborra. In questa fase, vennero realizzate le varie parti di cui la villa si compone, come il corpo centrale e le due barchesse.
A sinistra, vi è la barchessa realizzata nel 1795 da Paolo Zaborra; a destra, invece, si trova l’ala più antica, che dal 1680 fino al 1960 fu la vera e propria dimora dei Conti Zaborra e dei loro custodi. Il percorso storico conduce nella sala dedicata ai ricordi della nobile famiglia dove, tra le altre cose, sono esposti anche l’albero genealogico e lo stemma nobiliare.
Il Museo del Volo
Il Castello di San Pelagio a Due Carrare è famoso soprattutto per la straordinaria collezione aeronautica, allestita in ricordo dell’impresa compiuta da Gabriele D’Annunzio e dalla squadriglia La Serenissima, che da qui partirono per il volo su Vienna, il 9 agosto 1918. Il Museo del Volo è aperto al pubblico dal 1980.
Sulla facciata dell’edificio si possono leggere due targhe in marmo che ricordano l’eroica impresa. Non è invece più visibile il campo volo che fu allestito per l’occasione.
I ricordi e le testimonianze di quei giorni fantastici e lontani sono raccolti nell’antico maniero, dove D’Annunzio soggiornò ospite dei proprietari. Nella sala del briefing, proprio come accadde durante la notte prima del Volo, sono rappresentati undici piloti intorno a un tavolo. Al centro, vi è il loro comandante, Gabriele d’Annunzio, che sembra voler richiamare i suoi fedelissimi aviatori all’ordine poche ore prima della partenza.
Nelle stanze in cui il poeta soggiornò è rimasto tutto come allora, proprio per far sì che i visitatori possano immergersi nella storia e rivivere quei momenti.
La sala dedicata all’impresa ricorda i vecchi hangar del campo di volo di San Pelagio degli anni della Prima Guerra Mondiale. Lo spazio, con enormi proiezioni alte più di sette metri, restituisce al visitatore l’intero, folle volo che Gabriele d’Annunzio intraprese sulla capitale austriaca: la rotta, gli aerei, le parole del Vate e il lancio dei volantini tricolore inneggianti alla resa. I filmati d’epoca e le rielaborazioni in realtà virtuale consentono al visitatore di vivere l’evento in prima persona, assieme al Poeta e alla Serenissima, da San Pelagio a Vienna e ritorno.
Il parco del Castello di San Pelagio
All’esterno, il Castello è immerso in un parco di tre ettari popolato da mille profumatissimi rosai (nel Giardino di Rappresentanza) e alberi secolari. Il viale di carpini regala una splendida passeggiata panoramica, con vista sui Colli Euganei. Vi sono poi il Labirinto del Minotauro, la montagnola con la ghiacciaia e la peschiera. Nel parco sono inoltre allestiti diversi spazi per consumare il pranzo al sacco e riunirsi per festeggiare compleanni e altre ricorrenze, mentre il piccolo laghetto con un’isola verde al centro e impreziosito da una galleria di glicini è il set fotografico ideale per un matrimonio.
A questo si aggiungono le attività ludico-didattiche organizzate per i bambini: nell’intento di avvicinare anche i più piccoli alla conoscenza e al rispetto della natura, i giovani ospiti vengono infatti dotati di un kit gioco che li aiuta a orientarsi nelle varie aree del giardino alla ricerca degli alberi indicati, dei quali poi dovranno ricalcare la corteccia su un foglio. Gli alberi oggetto del gioco sono riconoscibili grazie agli appositi cartellini che ne raccontano la storia.
Per tutti questi motivi, oltre che per la straordinaria bellezza dei suoi ambienti, il parco del Castello di San Pelagio è entrato, di diritto e a pieno titolo, nel network d’eccellenza dei “Grandi Giardini Italiani”.


