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Via Roma, 48 - Due Carrare (PD)

Chiesa di S. Giorgio

L’attuale chiesa parrocchiale di San Giorgio a Due Carrare è stata edificata nel secondo dopoguerra con i mattoni e gli altri materiali murari provenienti dal campo di aviazione di San Pelagio.

È importante sottolineare che la chiesa fu realizzata grazie agli sforzi e ai contributi dei parrocchiani, che si sono prodigati nella raccolta del materiale, mattone dopo mattone, e con innumerevoli donazioni. Si ricordano, ad esempio, le donne carraresi che, nel 1946, su richiesta del parroco, vendettero tutte le uova nella giornata di S. Caterina per racimolare qualche soldo. Un episodio che valse la definizione di “chiesa costruita sulle uova”.

Per realizzare il nuovo edificio si demolì quello vecchio. L’idea era infatti quella di ampliare la chiesa settecentesca con il permesso di allargarsi sul territorio privato del monte. Il progetto prevedeva l’estensione del transetto, ma non fu possibile procedere per l’eccessiva vicinanza della torre dei proprietari del piccolo colle. Dopo una ulteriore opposizione da parte delle Belle Arti di Venezia, che sostenevano che questa nuova costruzione avrebbe danneggiato il paesaggio, i lavori furono avviati, ma subirono quasi immediatamente una battuta d’arresto per mancanza di fondi.

La chiesa venne benedetta il 12 settembre 1948. Nel frattempo, la ristrutturazione proseguiva a singhiozzo, con la canonica che fu completata nel 1950, la demolizione del vecchio edificio e la ricostruzione della facciata nel 1954.

Andando indietro nel tempo, la prima citazione di una chiesa a Carrara San Giorgio, annessa al cosiddetto castrum Carrariae, risale al 1194, e indica il luogo di culto con il doppio titolo di San Giorgio Martire e San Michele Arcangelo. Nella decima papale del 1297, la chiesa è già chiamata con il titolo attuale e, da un documento del 1449, si intuisce che fosse parrocchiale. Dei secoli successivi, ad esempio del periodo della Signoria carrarese, le notizie giunte sono poche e lacunose, e l’unica fonte documentaria è la Cronistoria di Carrara San Giorgio, aggiornata dai curati locali.

Quel che è dato per certo è che la chiesa venne rammodernata e abbellita tra il 1753 e il 1762, mentre nel 1776 fu consacrata da Alessandro Parafava, vescovo di Famagosta. Vi facevano capo diverse confraternite, come quelle del Santissimo Sacramento, della Beata Vergine dal Carmine, del Crocifisso e di Sant’Anna.

In gran parte riedificata, probabilmente a causa di demolizioni o cedimenti strutturali, la chiesa parrocchiale di San Giorgio di Due Carrare è stata comunque definita bella e grandiosa soprattutto per le decorazioni presenti sulle pareti e sul soffitto.
Per ulteriori restauri, bisognerà però attendere il primo ventennio del Novecento.

Gli interni della chiesa di San Giorgio di Due Carrare

Varcata la soglia della chiesa si rimane subito incantati quando, sul lato destro, si scorge una splendida struttura in legno lavorato con dorature, raffigurante il cavaliere San Giorgio che sconfigge il drago. La struttura in legno veniva utilizzata dai fedeli come carro processionale durante le celebrazioni della comunità, il che sarebbe comprovato dalla presenza di quattro fori alla base, necessari per l’introduzione dei supporti utili al trasporto. Dalle descrizioni pare assodato che la famosa carretta di S. Giorgio fu creata in occasione della festività del santo da un certo Francesco Lucchetta, di origini vicentine. La figura del santo a cavallo nell’atto di uccidere il drago è inserita in un baldacchino con decorazioni di pregio che culminano con guglie e pinnacoli risalenti al periodo medievale e allo stile gotico.

Ai lati del santo, la scena viene arricchita da alcune raffigurazioni di figure sacre e devote, molte delle quali inserite in costruzioni dalle forme ogivali e trilobate. La sommità del baldacchino è impreziosita dal velluto rosso, mentre l’interno è di color turchese con ornamenti dorati.

Degne di nota sono alcune opere dello scultore Antonio Bonazza. Il tabernacolo sull’altare maggiore che si caratterizza per le figure di angeli in elegante stile tardobarocco rappresenta la sua prima opera documentata. La chiesa di San Giorgio custodisce inoltre altre quattro statue dell’autore: a sinistra e a destra dell’altare si collocano rispettivamente gli arcangeli Michele e Raffaele, mentre ai lati dell’abside, su piedistallo, si trovano San Giuseppe col Bambino a sinistra e San Giorgio, a cui è dedicata la chiesa, a destra. Le statue non si trovano nella collocazione originaria: alcune foto le ritraggono più in alto e all’interno di alcune nicchie, poste sempre ai lati dell’abside. Si nota, infatti, che i loro sguardi sono rivolti verso il basso, come se fossero rivolte verso un pubblico.
Una bellissima statua di S. Anna in legno policromo, sempre realizzata dal Bonazza, si trova invece sul lato destro della navata.

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