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Info

Villa privata.
Via Pontemanco, 91 - Due Carrare (PD)

Villa Grimani Fortini

Villa Grimani Fortini – già Ca’ Pasqualigo costituisce il fulcro sociale e architettonico del borgo di Pontemanco, nella parte più suggestiva di Due Carrare.
Il complesso è costituito da diversi elementi: l’abitazione, la torretta a base quadrata con merlatura, il brolo, ossia il giardino concluso della villa che conserva le sue proporzioni e la sua delimitazione di mattoni, le adiacenze a schiera con le unità abitative dei collaboratori e il seicentesco Oratorio della Vergine Annunciata, che in origine era una cappella privata e in seguito fu aperta anche ai fedeli esterni.

La dimora è tutt’oggi una villa privata, ancora di proprietà della famiglia Fortini che, tuttavia, la apre al pubblico in occasione degli eventi organizzati nel borgo.

L’edificio iniziale venne eretto dalla famiglia Pasqualigo, che si insediò a Pontemanco per condurre le attività legate ai mulini. Sarà però la famiglia Grimani, nel Seicento, a donare alla dimora l’aspetto che conserva ancora oggi.
Divenuta proprietà dei Marcolini a inizio Ottocento, i quali effettuarono delle modifiche piuttosto importanti all’apparato decorativo interno, la villa venne infine acquistata dalla famiglia Fortini.  Domenico Fortini scelse questa casa non solo come residenza per la sua famiglia, ma anche come sede della propria attività di farmacista. Viene ricordato come uno di coloro che, assieme alla famiglia Brunazzo, si prodigarono per aiutare i sette ebrei nascosti a Pontemanco durante la seconda guerra mondiale. Una curiosità: nel tempo, l’attività dei Fortini è andata avanti e la farmacia di famiglia ha ora sede a Carrara San Giorgio, vicino alla sede municipale.

La struttura di Villa Grimani Fortini

L’ingresso di Villa Grimani Fortini è preceduto da una piccola corte antistante, con cancellata in ferro battuto su pilastri, vasi acroterali in terracotta e vera da pozzo interna in pietra di cava a pianta quadrata.
La dimora si presenta come una villa rustica di campagna, ma nella trifora balconata, che ne caratterizza la facciata, conserva un legame stretto con Venezia e il Canal Grande.
All'esterno, la villa appare dunque come un armonioso e solido blocco composto dal piano terra e da due piani superiori. Vi sono varie decorazioni in cotto a sottolineare le nervature del fabbricato.

Come tutte le ville venete, anche questa svolgeva la doppia funzione di residenza signorile e di centro delle attività economiche dei proprietari. In questo caso, però, non si trattava di attività agricole, come accadeva spesso, bensì artigianali, in quanto legate ai mulini situati sul salto d'acqua del canale Biancolino antistante. Non a caso, anziché nelle usuali "barchesse", la villa si prolunga in due file di casette riservate a operai e artigiani.

La struttura interna vede una partizione classica su due piani, con uno schema planimetrico tripartito con salone passante e quattro stanze ai lati.
Degli affreschi di fine Cinquecento del “portego” si conserva solo la parte sommitale delle colonne con il capitello: di queste si scorge la parte alta del fusto, il capitello e la trabeazione che corre continua su ambedue le pareti. Nella seconda stanza a sinistra del portego, si notano due figure sopra la porta d’ingresso: sono San Bartolomeo e San Lorenzo, raffigurati con gli strumenti del martirio, in un’opera databile verso la fine del Cinquecento.
Di recente, in una sala laterale sono inoltre stati scoperti alcuni frammenti di pregevoli affreschi seicenteschi di gusto fiammingo, che si pensa possano essere stati coperti di calce durante la peste.
La prima sala a destra ospita alcune esposizioni temporanee d’arte.

Dal 1993, nella villa ha dimorato il noto compositore e critico musicale padovano Carlo De Pirro (1956-2008) a cui è dedicata l’associazione che ha sede nella dimora stessa e che si ringrazia per la collaborazione.

 

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