Villa Lovato Sperandio
La villa appare in una perticazione settecentesca della villa e dei molini di ca’ Pasqualigo, conosciuta come villa Grimani.
Il corpo abitativo si sviluppa in un volume cubico seicentesco su due piani più le soffitte. Un primo corpo è poggiato allo spigolo anteriore, aperto con ampia arcata a pieno sesto, e definisce il cortile antistante la villa. L’altro corpo si trova invece addossato al fianco, stravolgendo la leggibilità della forometria e modificando l’impatto con l’edificio originario. Le adiacenze sono state costruite successivamente all’abitazione.
Come per villa Grimani, anche villa Lovato Sperandio doveva elevarsi sola, aperta ai quattro cardinali, coronata dalla medesima cornice a dentelli da cui si staccano le quattro falde della copertura a piramide. La forometria in facciata non è particolarmente sontuosa, ma si articola in una semplice scansione a cinque assi. Questa si ripete simmetricamente nel fronte rivolto verso il brolo e la campagna, con finestre rettangolari nelle stanze laterali e forature archivoltate nei due saloni passanti a piano terra ed al primo, affacciato questo su balconcino, contornata quella da conci rustici in corrispondenza di piedritti e ghiere d’arco. (FONTE IRVV 00000445).
La famiglia Lovato Sperandio
Giovanni Battista Lovato detto Giobatta acquistò la villa nel 1902, quando era ormai divenuto un medico affermato. Dopo un primo matrimonio, conclusosi nel 1899 con la morte prematura della moglie, Ancilla Fortini, Lovato sposa nel 1905 Elisabetta Bonvicini di Padova.
Il dottore esercitò la sua professione a Pontemanco e ricavò il suo ambulatorio proprio nei locali della villa. Si racconta che si recasse a casa dei suoi pazienti in carrozza e assieme alla moglie.
Giovanni Battista ed Elisabetta ebbero due figli, Antonietta e Olivo.
Antonietta sposò Piero Sperandio di Saletto di Montagnana, dove andò dunque ad abitare. Purtroppo, la felicità dei due coniugi non durò a lungo e si separarono. Antonietta e il figlio Giampaolo tornarono quindi a vivere nella villa di Pontemanco.
Nel 1932, Giovanni Battista Lovato andò in pensione e si trasferì con la famiglia a Padova, lasciando alla villa carrarese il ruolo di dimora per le vacanze estive. Curiosamente, anche il nipote Giampaolo scelse di diventare medico e di esercitare la professione nell’ambulatorio della villa, proprio come il nonno.
Villa Lovato Sperandio è ancora di proprietà della famiglia Sperandio e viene utilizzata come seconda casa, ma i proprietari ricordano ancora con nostalgia i bei tempi in cui vi trascorrevano le vacanze estive.


