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Via da Rio, 44 - Due Carrare (PD)

Chiesa di S. Biagio

La mole imponente della chiesa dedicata a San Biagio colpisce chiunque arrivi nel centro di Cornegliana. A stupire è anche il complesso al quale appartiene l’edificio che, assieme alla canonica, alla ex casa del cappellano e al teatro, grazie agli interventi di restauro del 2006, si configura come un centro parrocchiale vivace e moderno.
La casa canonica è una graziosa costruzione di impianto cinquecentesco, sebbene se ne abbiano notizie solo dalla metà del Settecento. La facciata anteriore dà sulla strada, sulla quali si apre attraverso delle semplici finestre e una porta finestra con balconcino e la chiave decorata da un mascherone.

Storia e costruzione della chiesa di San Biagio a Cornegliana

La chiesa che vediamo oggi deriva dall’opera di rifacimento totale eseguita dall’Ing. Ferdinando Cremonese nel 1943, il quale inglobò la vecchia abside e il campanile. Cremonese fu piuttosto attivo nel padovano e, nel periodo tra le due guerre, progettò e condusse i lavori anche per altri edifici di culto della zona, come la chiesa di Ronchi di Campanile e quella di S. Nicolò di Padova.

La prima attestazione della presenza di una chiesa dipendente dalla pieve della vicina Maserà giunge dall’elenco degli enti religiosi soggetti a decime papali nel 1297, dove si legge che la “Ecclesia S.Biasii de Cornigiana” era retta da Tommaso Guarnerini e da due chierici.
A giudicare dall’elenco delle decime del secolo seguente, doveva godere di un certo benessere; l’ammontare dei benefici dei due chiericati era tra i più ingenti per l’epoca, con ben 320 campi, oltre a decime e quartesi.
Tuttavia, in quel periodo, l’edificio non versava in ottime condizioni, come confermato da alcuni documenti del 1449. Inoltre, i suoi spazi erano ormai troppo limitati per poter accogliere tutti i membri di una comunità in continua crescita.

Evidenziata quindi l’esigenza di un ampliamento, in realtà si avviò la costruzione di quella che per entità è da considerare come una seconda chiesa. Nel 1490, l’edificio originario venne ricostruito grazie al finanziamento dei nobili Giacomo e Antonio de’ Dotti, che per questo motivo ne ottennero il giuspatronato.
La nuova chiesa aveva l’ingresso a oriente, con un’aula lunga circa 15 metri pavimentata in pietra o mattoni e con una copertura a tavelle. Il battistero si trovava nei pressi dell’ingresso, e a completare il complesso vi erano un piccolo campanile e la sacrestia. Tutt’intorno alla chiesa si estendeva il cimitero, mentre a est il sagrato.

Con l’estinzione della famiglia Dotto de’ Dauli, nel Settecento il giuspatronato passò alla famiglia dei Da Rio fino ai primi del Novecento.
Nel 1931 fu avviata la costruzione di una terza chiesa in stile romanico modernizzato e a navata unica, su progetto del già citato Cremonese. Con questo intervento, l’ingegnere inglobò parzialmente l’aula esistente, mantenne l’antico presbiterio per trasformarlo in cappella laterale e il campanile.
Soltanto nel 1943, si provvide a demolire del tutto il vecchio edificio. La nuova chiesa di Cornegliana venne inaugurata il 26 dicembre dello stesso anno.
Nel dopoguerra, e fino al 1953, furono eseguiti gli ultimi lavori sugli altari, le balaustre e il pavimento. Per le opere di finitura bisognerà attendere il 1962-63 con l’intervento dell’Ingegnere Michele Carretta.

Gli affreschi e le altre opere della chiesa di Cornegliana

La chiesa di San Biagio di Cornegliana si presenta con una facciata a salienti e partita in lesene sulla quale poggiano gli archi a tutto sesto che perimetrano le pannellature murarie. Su queste sono, a loro volta, ricavati le monofore laterali e il portale di accesso principale.
L’ingresso è inquadrato da stipiti e architravi modanati in trachite euganea.
La parte superiore della capanna mostra al centro una grande trifora, mentre nelle pannellature laterali sono incassate a raso due croci in pietra di Custoza.
Per quanto riguarda gli elementi e le opere presenti all’interno della chiesa, va sicuramente menzionato il vecchio presbiterio, che corrisponde alla terza cappella sul lato sinistro, le cui pareti sono pregevolmente affrescate. In particolare, si notano l’affresco raffigurante San Francesco e un olio su tela risalente alla fine del XVI secolo che gli studiosi attribuiscono alla bottega vicentina. Nella parte superiore del quadro è possibile vedere Gesù in gloria circondato dalla Madonna, San Giuseppe, San Giovanni Evangelista e San Giovanni Battista, mentre in basso sono ritratti i santi patroni di Padova (Giustina, Antonio, Prosdocimo, recante il modellino della città, e Daniele) in adorazione di Cristo.
La cappella è inoltre impreziosita dai dipinti de L’Ultima cena e Mosè che fa scaturire l’acqua, entrambi attribuiti al pittore settecentesco Gaspare Diziani (1689-1767). Diziani pare essere l’artefice anche degli affreschi dedicati ai quattro evangelisti rappresentati sulle nubi e collocati sui quattro pennacchi della volta a crociera. L’opera risale al periodo di massima maturità di Diziani, che interpretò lo stile del suo maestro, Sebastiano Ricci, con una sensibilità spiccata verso le accensioni cromatiche vivide e un ductus pittorico aperto e sensuoso.
La paternità del Diziani si può ritenere molto probabile anche per l’affinità stilistica che si nota con le pitture certamente autografe dell’artista. In epoca recente, nel 1992, sono stata restaurate tutte le opere che si presentavano povere di colore ed offuscate dalla polvere.

Nel presbiterio è visibile una pala riconducibile alla scuola veneta e risalente al 1627, raffigurante la Madonna del Rosario con Gesù Bambino e i santi. Meritano un’attenzione particolare anche l’altare maggiore e il crocifisso, entrambi databili al Cinquecento.
Uno degli elementi di maggior pregio della chiesa di Corigliana si trova sulle pareti interne: si tratta di quattordici scene in bassorilievo della Via Crucis, scolpite su marmo bianco di Carrara da Antonio Bonazza, scultore molto attivo nel Conselvano tra il 1750-1760. Prima di essere collocate all’interno dell’edificio, nel 1926, le stazioni della Via Crucis si trovavano sul muro esterno della chiesa, dal lato rivolto al camposanto, all’interno di alcuni telai metallici dotati di rete e vetro di protezione, che furono quindi smontati.

APPROFONDIMENTO

Sul bollettino diocesano di Padova n. 3 di marzo 1944, in merito all’inaugurazione della nuova chiesa parrocchiale a Cornegliana si legge che “La nuova chiesa sorge sulla stessa area della vecchia parrocchiale. È stata costruita su progetto e direzione dell’ing. Ferdinando Cremonese, in 3 riprese. Nel 1931 si costruì l’abside, nel 1938 la Sacristia e ultima nel 1943 la Navata, il Battistero ed annessi. È in stile romanico modernizzato, a una sola navata, con ampio presbiterio e coro terminante con un semidecagono. Elementi dominanti nella facciata sono le cinque arcate cieche della parte inferiore, la sovrastante grande trifora ed il coronamento su archetti pensili. La via pubblica corre lungo il lato destro della chiesa, la facciata è quindi laterale e prospetta su area sufficientemente ampia. La navata interna è illuminata oltre dalle aperture in facciata anche da sei bifore, tre per ogni lato. Il presbiterio e il Coro sono sopraelevati di 3 gradini sul pavimento, ricevono luce da quattro monofore e due trifore. Il battistero è sistemato in una cappellina a sinistra dell’ingresso principale. Quattro vani sono destinati ad altari laterali”.

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