Mulini di Mezzavia
La strada per i Mulini di Mezzavia parte dal centro di Due Carrare e segue via Saline. Si costeggia il canale Biancolino, fino a raggiungere la Strada Battaglia. Proprio sotto la trafficata arteria viaria si scorge un vero e proprio varco regolato da paratie mobili, aperto sulla sponda orientale del canale Battaglia, all’altezza di Mezzavia. Qui, un dislivello di parecchi metri azionava un tempo una posta molitoria.
Ancora oggi sono visibili i resti dei cinque calloni (canaletti): di questi, quattro erano destinati all’attività delle otto ruote idrauliche, mentre il quinto fungeva da scarico. Si vede, inoltre, la parte del ponte a due archi in muratura sopra cui correva la vecchia strada “postale” Adriatica prima degli interventi di ampliamento. Poco lontano, ecco anche l’edificio in muratura con la ruota ricostruita che ha sostituito quelle più antiche, in legno.
I vecchi mulini esistevano già allo scavo del canale Battaglia ed erano di proprietà del comune di Padova. Nel 1220, parte della struttura divenne di proprietà del monastero di San Benedetto di Padova, finché nel 1262 non venne assorbita completamente e la proprietà delle quattro ruote fu divisa.
Negli anni seguenti, per rispondere ai bisogni dei numerosi fittavoli che coltivavano le terre dei latifondisti, il numero delle ruote crebbe di altre quattro.
Poteva capitare che l’attività dei mulini fosse soggetta a dispute e litigi: i mugnai di Mezzavia trattenevano l’acqua nel canale Battaglia o ne rallentavano la fuoriuscita, cosicché i mulini di Pontemanco fossero costretti a fermarsi e i lavoratori a risalire il canale per verificare che non ci fosse stata una manomissione. Tuttavia, la colpa spesso ricadeva semplicemente sulla scarsa portata del canale Battaglia.
Nel 1617, una tremenda alluvione colpì il territorio e gli unici impianti che riuscirono a salvarsi furono proprio quelli di Mezzavia. Stando alle cronache del tempo, la gente assaliva i mulini per disperazione, strappandosi reciprocamente la farina dalle mani.
A metà ‘800, i mulini di Mezzavia di Due Carrare furono acquistati da Gaetano Bottin e successivamente, nel 1895, dalla Società Adriatica di Elettricità di Venezia (S.A.D.E.).
L’attività molitoria cessò nel 1919 sul versante padovano, e qualche anno dopo anche dall’altro lato del canale, dove però rimase custodita la ruota idraulica metallica sino agli anni ’50. L’impianto venne poi acquisito dalla famiglia Costa che tentò di ripristinare il funzionamento della ruota ricostruendola.


