Le origini del nome Carrara
Nel tempo, sono fiorite diverse leggende intorno al nome del paese e dunque anche alla famiglia che ne prese il nome, i Carraresi.
La versione più accreditata è quella avanzata dall'Olivieri, secondo il quale il nome "Carrara" deriverebbe da Carraria, una parola latina che significherebbe "via carreggiabile".
Una teoria completamente diversa è quella proposta da Pier Paolo Vergerio, che nel 1404 sosteneva la presenza, nei pressi di Due Carrare, di una nota fabbrica di carri, perché un tempo Carrara si chiamava Villa del Bosco, Villa Nemoris.
Lo storico Gigi Vasoin, nella sua importante opera La Signora dei Carraresi nella Padova del ‘300, riporta alcune proposte di Giovanni di Conversino da Ravenna, un giurista letterato che di professione faceva il notaio al servizio dei Da Carrara a Padova. Costui ipotizzò una versione più romantica della vicenda, secondo la quale Landolfo di Norbona, dell’illustre famiglia dei Rossiglione della Gallia Transalpina, conobbe Elisabetta, la figlia dell’Imperatore. I due si innamorarono all’istante ma, nell’impossibilità di sposarsi, dato il rango della fanciulla, fuggirono insieme senza avvertire nessuno. Giunti in Italia, decisero di fermarsi nei pressi di Monselice e di nascondersi nella vicina foresta, dove costruirono la loro casa. E dato che la bellezza della dimora era nettamente superiore rispetto alle altre abitazioni della zona, venne subito chiamata “Casa rara” o “Ca’ rara”, che poi fu trasformato per corruzione dialettale in “Carraria” e, infine, “Carrara”. Dopo qualche tempo l’Imperatore, che aveva conquistato anche l’Italia, si recò a Monselice con tutto il suo seguito. Un maggiordomo incaricato di andare a cacciare nel bosco si imbatté nella “casa rara” e riconobbe la principessa Elisabetta, che era lì con i sui figli Milone e Rodolfo. Il maggiordomo fece ritorno dall’imperatore e lo informò della sua scoperta. La storia si conclude con un lieto fine: l’imperatore perdonò i due sposi e dette loro dei feudi da amministrare (Pernumia, Anguillara ed i territori circostanti), coprendoli di privilegi e ricchezze.
Una variante a tale ipotesi, sempre secondo Giovanni di Conversino, prevede che anche il nome della località fosse derivato dall’attività di costruttori di carri che i due giovani intrapresero per mascherare le loro origini.


