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Il Miracolo dei 5 stemmi medicei

La permanenza della famiglia fiorentina dei Medici a Carrara Santo Stefano è attestata non solo dai documenti ma anche dalla presenza di ben cinque stemmi con il loro emblema famigliare (le sei sfere) sui muri del complesso di edifici dell’antica abbazia.

La sopravvivenza di questi stemmi è alquanto singolare se si pensa per esempio alla sistematica opera di cancellazione delle memorie dei Da Carrara da tutto il territorio, una volta che la loro potenza aveva lasciato il passo alla dominazione veneziana. La presenza dei cinque stemmi può tuttavia dipendere dal fatto che i Medici avevano ascritto la loro famiglia al patriziato veneziano, per ragioni di convenienza. Furono infatti aggregati al maggior consiglio nel 165 per la guerra di Candia, con l’esborso di centomila ducati.
Ma se si pensa che poi anche lo stesso simbolo per eccellenza della Serenissima, i leoni marciani, furono rimossi, stavolta per volontà napoleonica, la sopravvivenza degli stemmi medicei si rivela qualcosa di davvero insolito.

Le cinque iscrizioni lapidee si trovano in punti diversi all’interno e all’esterno della chiesa di Santo Stefano.
All’interno della chiesa abbaziale, sul fonte battesimale posto alla sinistra dell’ingresso, si trova il blasone mediceo, realizzato in pietra scolpita e dipinto con i colori della famiglia. Fu commissionato nel 1580 proprio dal Granduca, con la richiesta che riportasse lo stemma a sei sfere sovrastato dal galero cardinalizio di Ferdinando, da cui si vedono scendere tre gruppi di fiocchi rossi.

Nell’edificio della canonica vi sono ben tre manufatti che rimandano alla famiglia di Firenze.
Nel lato di levante è inciso un testo che rimanda alla figura di Ferdinando de Medici, citando la data del 1588.
Nella parete di ponente compare invece un’altra lastra più grande, in pietra bianca di Costozza, che riporta sempre il galero cardinalizio di Ferdinando con il blasone a sei sfere e un’iscrizione in cui invece si ricorda l’istituzione della vicaria a sua opera.
Infine, sull’architrave del camino del piano terra, si rimanda ancora una volta alla figura del Cardinale Ferdinando, Magnus Dux Hetruriae.

Un altro stemma mediceo si trova sopra il portale di ingresso della chiesa, ed è in pietra bianca sormontato dal consueto galero cardinalizio. Tuttavia, in questo caso, nel blasone fiorentino si riconoscono sei buchi al posto delle sei sfere, che con una certa probabilità furono rimosse per essere fuse.
Sulla targa sottostante si legge una scritta che riporta il nome di Ferdinando de Medici.

D’altronde, tutte le iscrizioni rimandano a Ferdinando perché furono installate dal suo fedele vicario perpetuo Bernardino Scurano.

Non sappiamo se le iscrizioni e gli stemmi che si trovano all’esterno della chiesa abbiano mantenuto la stessa collocazione originaria. In una raccolta di Jacopo Salomonio compaiono altre tre iscrizioni che però oggi non abbiamo. Tuttavia, potrebbero essere scomparse a seguito della grande opera di demolizione subita dal complesso monastico.

 

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