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I Carraresi, da Signori feudali a Signoria cittadina (1027-1400 d.C.)

Le prime testimonianze storiche sulla famiglia dei Carraresi fanno riferimento a Litolfo da Carrara, che nel 1027 donò terreni e beni alla comunità benedettina di Carrara Santo Stefano per la costruzione di un’abbazia. Alcuni documenti riferiscono dell’esistenza di un Castello in località San Giorgio, che però fu distrutto verso la metà del XIII secolo e mai più ricostruito.

I Carraresi e la cacciata di Ezzelino

I Carraresi erano soliti concedere il proprio appoggio, ora al potere religioso ora a quello politico, a seconda della convenienza che potevano trarne.
Per queste ragioni, avendo sostenuto la lotta del Comune di Padova contro Ezzelino da Romano, molte delle loro proprietà vennero confiscate e il loro stesso castello, come sopra richiamato, fu distrutto.
In seguito, i Carraresi cominciarono a spostarsi verso Padova, dove via via acquisirono un peso maggiore nella vita del Comune Repubblicano, specie dopo la cacciata definitiva di Ezzelino nel 1256.

I Carraresi e il Comune di Padova

Nel 1318, Il Consiglio Maggiore di Padova nominò all’unanimità Jacopo da Carrara “Capitano Generale”, con poteri pressoché assoluti e incarico a vita. È grazie a tale opportunità se la Signoria dei Carraresi viene ricordata ancora oggi per i successi militari ottenuti e per le costruzioni difensive realizzate.
La famiglia seppe favorire, grazie alla promulgazione di leggi lungimiranti, lo sviluppo economico di Padova, impegnandosi attivamente nella promozione dell’Università e nella tutela e nel sostegno di numerosi artisti, tra i quali Francesco Petrarca.

I Carraresi e “Due Carrare”

I Carraresi si dimostrarono sempre molto attenti verso quel territorio - oggi denominato di “Due Carrare” - che aveva permesso loro di arrivare al potere.
In particolare, fu esemplare la scelta testamentaria di Marsilio da Carrara (1338) di voler essere sepolto all’interno dell’abbazia di Santo Stefano, circostanza che favorì particolarmente l’avvio dell’attività molitoria presso il borgo di Pontemanco.

Terra madre dei carraresi:
tra i Colli Euganei e la Laguna di Venezia

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