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Terradura

Nonostante il nome richiami alla mente l’immagine di un terreno arido, la frazione si trovava in origine in una zona paludosa che venne via via bonificata.
Il toponimo compare nella prima volta nel 1154, in un documento di permuta tra i canonici della cattedrale di Padova e un feudatario, tale Ionizzo Coppello. In questo documento, però, si menziona il nome completo di Santa Maria de Terradura, mentre in un altro testo del 1179 si parla di “Pecia una de terra quae iacitur in cultura Sancte Maria de Terradura”.

La località viene citata anche nelle fonti che descrivono l’avanzata di Cangrande della Scala, il Signore di Verona, quando decise di espandersi in territorio padovano. Secondo il Simoni, dopo aver conquistato Monselice, nel 1317, egli si diresse verso Padova passando da Terradura.

Andrea Gloria ci ricorda che la frazione diede i natali a Galvano di Silvio da Terradura, giudice di Padova nel 1275, e a Zilio e Battista da Terradura, che fecero parte del Collegio degli Anziani di Padova, rispettivamente nel 1262 e nel 1280.

Infine, a Terradura hanno sede la chiesa Beata Vergine Immacolata e il Castello di San Pelagio, Villa Avesani-Zaborra.

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