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Ponte de Riva

Prende il nome dal ponte medioevale in laterizio a una sola arcata, oggi ciclopedonale, che l’omonima associazione locale ha salvato dalla distruzione.
In questa località di Carrara Santo Stefano si viveva della presenza del fiume e dell’arrivo delle barche. A testimonianza di questo fermento, vi erano numerose trattorie, come la storica Ostaria Narciso dal ponte (non più esistente). Oggi, qui si svolge un’importante azione di controllo delle acque mediante un’idrovora del 1905. Inoltre, proprio in questo punto si tiene ogni anno la gara tanto partecipata del “Brinca el sacheto”, in occasione della manifestazione della Remada a seconda.

La località Ponte di Riva si sviluppa quindi intorno al ponte sul Vigenzone. Quando i fiumi e i canali erano le vie di comunicazione principali, il canale faceva parte del percorso che collegava i Colli Euganei a Venezia per il trasporto della trachite. Le barche erano trainate da riva da cavalli, talvolta da buoi, ma giunte al ponte, che tagliava il canale in due e costituiva un ostacolo per il traino, bisognava separarle dagli animali e farle passare sotto l’arcata.
Si approfittava di questo momento per far fare una sosta agli animali, ma anche ai cavallanti e ai barcari, che avevano guidato il mezzo lungo le numerose anse e secche del canale. Ed è così che, probabilmente, nacque la prima osteria, e poi via via l’intera contrada con altre botteghe, funzionali al passaggio delle barche.
Sotto l’arcata è possibile vedere ancora oggi i manufatti per l’attracco delle imbarcazioni.

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