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Carrara San Giorgio

Si sviluppa nei pressi dell’estrema propaggine orientale dei Colli Euganei, all’altezza del piccolo colle detto appunto “Carrara”. Il riferimento a un santo guerriero, San Giorgio, si lega alle origini longobarde dei Carraresi, che qui decisero di costruire il cosiddetto castrum Carrariae, o castra carraria. Si trattava di un castello con una corte fortificata, la gastaldia (che era la circoscrizione amministrativa governata da un “funzionario” dell’imperatore) e una cappella di servizio che fu nominata più tardi, nel 1297, Chiesa di San Giorgio di Carrara.

Il castello fu nominato la prima volta nel 1068, quando rappresentava il fulcro dei vasti possedimenti dal quale i carraresi esercitavano il controllo sia sulle terre che sugli uomini, come da privilegio dell’imperatore Enrico V nel 1114.
Dapprima, i Carraresi sostennero il potere imperiale di Federico Barbarossa contro il volere del comune di Padova, il quale, una volta vinto l’Imperatore, raggiunse Carrara per distruggere la prima volta il castello, nel 1164. Successivamente, però, i Carraresi si opposero all’Imperatore e al suo vicario Ezzelino da Romano; costui, allora, si accanì contro la Signoria fino a far distruggere nuovamente il castello, che nel frattempo era stato ricostruito. Il suo obiettivo era infatti disarmare il nucleo centrale del casato che lo stava minacciando. Dopo questi eventi, del castello rimasero solo alcune tracce riconoscibili in un’area che si estende dal piccolo dosso fino alla corte fortificata, occupata oggi da Villa Priuli-Petrobelli, Palazzo Tondello e Villa Capodaglio.

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Terra madre dei carraresi:
tra i Colli Euganei e la Laguna di Venezia

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