Cornegliana
ll toponimo della frazione, come presuppone il dott. Bortolami dell’Istituto di Storia Medievale dell’Università di Padova, viene da un signorotto locale di nome Cornelio, del quale non si hanno molte notizie ma che si presuppone sia stato un feudatario nominato o, se Longobardo, confermato dal potere imperiale carolingio.
Come ci raccontano Angelo Portenari e Andrea Gloria, il nome Cornegliana viene riportato per la prima volta in un documento del 1034, quando il vescovo di Padova Bucardo confermò al monastero di Santa Giustina le terre donate dai predecessori: “Bernardo vescovo confermò al monastero di S. Giustina i suoi quattro molini sul Retrona (Bacchiglione), la chiesa dei santi Arcangeli in Vanzo (di Padova), la terra detta Senodo, i vigneti di Pratonovo (Prato della valle) e di Rutena (Rovina in Padova), la chiesa di S. Martino in Monselice, le possessioni in Tribano, Pernumia, Conselve ed Arre, la corte di Mansione (Masone) nel Vicentino colla cappella di S. Gallo, la chiesa degli Angeli (in Padova), e le decime della corte di Maserà, di Cornegliana, Braidepalea, Casamurada, Lion, Carpanedo, e Rovolone”.
Nella relazione della visita pastorale del 1448 e in un estimo del 1461 si fa il nome di Cortigiana, quasi come viene pronunciata oggi nel dialetto locale.
Lo sviluppo del territorio troverà un valente e brillante sostenitore nel parroco di Cornegliana, Don Zambotti, nella chiesa dedicata a San Biagio.


