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Carrara Santo Stefano

La frazione si trova sulla strada che porta al conselvano, nei pressi del canale Vigenzone, la cui presenza ha sicuramente influito sulla scelta dei monaci di costruire qui un primo cenobio.
Vista l’importanza che l’abbazia ha acquisito nel tempo, ancora oggi gli abitanti del luogo si riferiscono a questa parte del comune di Due Carrare chiamandola semplicemente Abbazia, o Bassia in dialetto.
La prosperità del luogo si lega senza dubbio alle attività dei monaci benedettini, che furono abili nel bonificare le terre e nel praticare l’agricoltura. E dato che il territorio era effettivamente molto popolato da alberi e boschi, la prima denominazione della frazione fu Villa del Bosco.
L’insediamento monastico è documentato con certezza dal 910, quando l’abate Bernone creò una fondazione di obbedienza cluniacense. Secondo altri studiosi, invece, le origini di una piccola comunità risalgono a un periodo ancora precedente, come dimostra la presenza di una chiesetta dedicata a Sant’Andrea databile al VII - IX secolo.
A ogni modo, ci troviamo sempre nell’orbita del potere carrarese, poiché la donazione di beni cospicui da parte di Litolfo da Carrara nel 1027 permise l’edificazione di uno dei più potenti complessi monastici del Nord Italia, nonché il più antico della provincia di Padova. Oggi, del complesso rimangono in piedi la chiesa, il campanile, il cimitero e la canonica, siti tutti meritevoli di una visita. La gran parte degli edifici fu distrutta dalla famiglia Erizzo, che possedeva anche una villa situata proprio dietro alla chiesa, lungo l’argine del Vigenzone: Ca’ Erizzo.

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